il cimitero delle 366 fosse

È il 1762 quando, dopo tre anni dalla partenza di Carlo di Borbone per la Spagna, il ministro Bernardo Tanucci affida all'architetto fiorentino Ferdinando Fuga l'importante incarico di realizzare un cimitero per il popolo sulla collina di Poggioreale, il Cimitero delle 366 fosse. Nella Napoli borbonica del Settecento la "ghettizzazione di massa", ovvero il ciclo vitale dei meno abbienti, viene risolta accogliendo le persone in apposite strutture: il Real Albergo dei Poveri, costruito anch'esso da Ferdinando Fuga nel 1751 per offrire sostegno ai senza dimora che vagavano per la città, e il Cimitero delle 366 fosse, di fondamentale importanza poiché, in precedenza, le salme dei popolani venivano gettate quotidianamente nella fossa dell'ospedale degli Incurabili o seppellite in aree periferiche.

Il Cimitero delle 366 fosse sorge in uno spazio quadrato, delimitato su tre lati da un muro di cinta e sul quarto, corrispondente all'ingresso, da uno spazio chiuso a pianta rettangolare. Dalla pavimentazione della piazza quadrata emergono 19 file con 360 pietre tombali, ognuna delle quali è contrassegnata da un numero in cifra araba scolpito a mano. Le ulteriori 6 fosse sono collocate sul pavimento dello spazio rettangolare al chiuso.

La sistemazione della salma non era casuale:

il numero della fossa corrispondeva al giorno del decesso. L'aspetto spazio-temporale era quindi importante e veniva sempre rispettato. Le salme del primo giorno dell'anno, ad esempio, venivano collocate nella fossa contraddistinta dal numero 1, fino ad arrivare all'ultimo giorno dell'anno utilizzando la fossa numero 365, mentre il 29 febbraio, in coincidenza degli anni bisestili, veniva impiegata quella contrassegnata dal numero 366. Le salme venivano letteralmente gettate nelle fosse. Nel 1875 una baronessa inglese, che durante il suo soggiorno a Napoli aveva perso sua figlia a causa di un'epidemia di colera, donò al Cimitero una macchina funebre (in argano in ferro dotato di quattro piedi) in grado di sollevare con delicatezza e adagiare i defunti all'interno delle fosse.

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Riti e misteri di Napoli



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