il cimitero delle fontanelle

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Il Cimitero delle Fontanelle è un'antica cava di tufo di epoca aragonese sorta nel quartiere Sanità per ricavare il materiale necessario alla costruzione delle abitazioni. Il nome "Fontanelle" deriva dalle abbondanti sorgenti che sgorgavano in quella zona della città. Nel Seicento la cava cominciò ad essere utilizzata come cimitero per ospitare i resti dei morti a causa della peste, soprattutto quella del 1656, a cui fecero seguito carestie ed epidemie che afflissero la città per tutto il XVIII e parte del XIX secolo.

Nella Napoli dei misteri e dell'esoterismo, ieri come oggi, il culto dei morti è sempre molto forte e molto sentito dal popolo, poiché il defunto rappresenta il tramite tra la vita terrena e ultraterrena, tra noi e Dio. I vari cimiteri e ipogei dislocati nell'area urbana napoletana hanno un dato comune molto importante: la custodia delle anime abbandonate e dei rispettivi resti umani. Tutti i morti anonimi, appestati, terremotati, impiccati, suicidi, strappati alla vita senza nessun conforto spirituale, lontani da tutti gli affetti familiari, fanno parte della schiera delle anime in pena, abbandonate al loro destino.

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I devoti scelgono una capuzzella e la "adottano" offrendo cure e preghiere, chiedendo in cambio grazie e intercessioni per se stessi e per i loro cari. I teschi senza nome venivano ossequiati e curati come se appartenessero ai devoti, e perciò questi si sentivano in diritto e in dovere di sistemarli all'interno di cassettine di legno o vetro. Era costante la pulizia del teschio nella speranza che sudasse, poiché era diffusa la credenza che il sudore fosse il segno di benevolenza. Ovviamente non si trattava di sudore ma solo di umidità sprigionata dal luogo a seconda delle esterne condizioni atmosferiche. Nel Cimitero delle Fontanelle il "Carabiniere" e il "Capitano" sono diventati simboli del mistero e della magia che caratterizza da sempre questi luoghi, e attorno a questi personaggi sono sorte leggende, riferimenti onirici e usanze popolari.

Il gioco sacro alle Anime del Purgatorio

era il lunedì, quando si raccoglievano offerte per i poveri perché erano considerati i rappresentanti in vita delle anime abbandonate. Secondo la tradizione popolare, i sogni fatti la notte del lunedì erano considerati veritieri. Secondo la tradizione, il mancato rispetto dei morti provocava il castigo da parte degli stessi. Che siano verità o dicerie popolari, che ci si creda o no, resta il fatto che Napoli è una città unica ed inimitabile anche grazie ai suoi misteri ed alle sue tradizioni legate al culto delle anime pezzentelle.

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Riti e misteri di Napoli



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