io me stesso

“io, me stesso.” inizia con un messaggio ben chiaro:
nessun travestito sposi mai una ragazza senza informarla della sua specifica qualità perché sarebbe troppo sleale“. la storia è quella di un avvocato, molto curato nel suo aspetto fisico che, come capita spesso, non vede l’ora di porre fine ai suoi impegni e correre subito verso casa per potersi distendere nelle raffinatezze del suo abbigliamento femminile. ci sono alcuni che hanno bisogno solo di una semplice “vestaglia” per dare sfogo alle loro più svariate fantasie, mentre nel caso del nostro avvocato ci sarà una ricercatezza nella scelta di ogni singolo elemento: “abbigliamento, trucco, parrucca ecc.” martedì, 17 febbraio 2004. raffaele russo.









le mogli dei travestiti costituiscono di per sé un problema psicologico. molte di loro manifestano spavalderia ed alcune dicono che si divertono ad aiutare il marito ad abbigliarsi e a truccarsi, e che, in effetti, piace loro tanto nel ruolo femminile quanto in quello maschile.



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