la basilica di san pietro ad aram

La Basilica di San Pietro ad Aram sorge, secondo la tradizione, nel luogo dove San Pietro celebrò la prima messa e battezzò Santa Candida e Sant'Aspreno, i primi napoletani convertiti al Cristianesimo. L'indicazione 'Aram' deriva da 'Ara Petri', la pietra-altare utilizzata da Pietro per la celebrazione della messa. Sul medesimo altare celebrarono messa vari vescovi come San Silvestro I, San Pelagio, San Gregorio Magno e San Nestoriano, vescovo africano sbarcato a Napoli insieme a San Gaudioso. La Basilica nel periodo napoleonico fu adibita a caserma per le truppe francesi. Essa fu anche danneggiata dal terremoto del 1980, ma l'amore del popolo ne ha permesso la riedificazione. Il vasto tempio, con stucchi antichi e colonne scanalate, conserva, oltre a splendidi dipinti su tela e tavola realizzati da grandi artisti come Jusepe de Ribera, Massimo Stanzione, Mattia Preti, Luca Giordano e Belisario Corenzio, anche un antichissimo affresco di Santa Candida, tornato alla luce dopo molti secoli.

La tradizione vuole che...

Santa Candida avesse abitato la cripta sottostante la chiesa, alla quale si accede dal transetto sinistro; non a caso, un'iscrizione ricorda il ritrovamento delle spoglie nei pressi di un antico pozzo. Ella decise di essere sepolta lì dove hanno trovato spazio i corpi di altri sei martiri, di cui non si conoscono i nomi. L'ipogeo fu definitivamente chiuso al culto in seguito al sisma del 1980. Nonostante ciò, il culto delle anime è ancora fortemente sentito. Ciò lo si nota dalla tradizione di coprire e nascondere i teschi con pannelli di legno che formano dei veri e propri loculi sui quali vengono affisse le richieste di grazia.

Riti e misteri di Napoli



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