le catacombe

I numerosi cimiteri sotterranei di Napoli si sviluppano soprattutto alle falde dei Colli Aminei e nel quartiere Sanità-Vergini, definito tradizionalmente 'valle dei morti'. Questi siti furono scelti soprattutto per la buona qualità del tufo, che dava la possibilità di scavare ampie gallerie per ottenere materiale edile o cisterne per l'approvvigionamento idrico. Tra le antiche catacombe presenti nel sottosuolo partenopeo ci sono quelle di San Gaudioso, ma di certo quella più nota ed imponente é la catacomba di San Gennaro, che si distingue dalle altre per gli splendidi ed antichissimi affreschi e mosaici.

Sulla collina di Capodimonte sorge la Basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio, affiancata da un viale alla sua sinistra attraverso il quale si accede al piano superiore delle catacombe di San Gennaro. Il nucleo più antico del complesso funerario é rappresentato dalla tomba di una famiglia gentilizia, datata al II secolo dopo Cristo. Questa zona più antica é detta 'vestibolo inferiore', sorto tra la fine del II e l'inizio del III secolo dopo Cristo; al centro dell'aula maggiore vi é una grande vasca battesimale dell'VIII secolo. Qui fu seppellito Sant'Agrippino, sesto vescovo di Napoli. Nel V secolo vi furono trasferite le spoglie di San Gennaro, già sepolto a Pozzuoli presso il luogo del martirio. La traslazione avvenne tra il 413 ed il 437 per volere del vescovo di Napoli Giovanni I, e da allora le catacombe sono diventate luogo di culto del Santo. Il piano superiore ebbe varie forme di sviluppo ed é accertato che anch'esso ha avuto origine da un sepolcro primitivo, oggi chiamato 'vestibolo superiore'. Dalle dimensioni dell'ambiente, più piccolo e raccolto rispetto al precedente, si denota che sia appartenuto a persone meno ricche e facoltose, forse alla primitiva comunità cristiana di Napoli. Esso é formato da due sale con banchetti di tufo lungo le pareti. Questo complesso é chiamato 'zona greca' poiché vi sono nomi di defunti scritti in greco. Le decorazioni pittoriche delle pareti e delle volte recano fiori, grappoli d'uva, melograni, delfini e simboli della liturgia cristiana. La cripta che sorge nelle immediate vicinanze comprende 8 arcosolii e 10 loculi: le lunette degli arcosolii sono ornati da splendidi mosaici con le effigi di un gruppo di vescovi del V secolo.

Catacombe di SanGennaro

In questo complesso cimiteriale é stata scoperta, in una lunetta dell'arcosolio, la più antica immagine di San Gennaro, risalente al V secolo. Il Santo é rappresentato al centro tra due figure: una bambina a sinistra di nome Nicaziola, e una donna sulla destra di nome Cominia, forse sua madre. Sul capo del Santo si legge la scritta SANCTO MARTYRI IANUARIO, e proprio tale iscrizione ne ha permesso l'identificazione. Le tre figure, separate da due candelieri, sono in atteggiamento orante; infatti, il santo con le braccia aperte sembra voler proteggere le defunte.

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Affresco nelle catacombe di San Gennaro

Numerose le antiche pitture superstiti, tra cui quelle dell'ambulacro minore dove sono ritratti gli apostoli Pietro e Paolo, e della volta del vestibolo con Adamo ed Eva accanto all'albero del Paradiso Terrestre. I sotterranei furono usati per le sepolture in occasione delle pestilenze che colpirono la città. Durante la seconda guerra mondiale l'area fu trasformata in ricovero antiaereo, e vi furono costruiti muri di protezione e corridoi. Comune di Napoli Gli altri complessi catacombali meritevoli di visita si trovano nel quartiere Sanità. Nella Chiesa di Santa Maria della Sanità, sotto il presbiterio e l'abside, si trova la cappella cimiteriale di San Gaudioso, il cui primo impianto risale al V secolo dopo Cristo. Secondo la tradizione, Settimio Celio Gaudioso, vescovo di Abitina nell'Africa settentrionale, abbandonato in mare aperto su una barca insieme ad altri ecclesiastici dal re Genserico, approdò con i suoi compagni a Napoli, dove fondò un monastero e dove morì nel 451 o 452 dopo Cristo. L'interesse per tali catacombe non é legato tanto all'architettura, quanto ai resti di mosaici che ornano i cubicoli.

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Le catacombe di San Gaudioso

Riti e misteri di Napoli



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