Napoli

a mio parere,
napoli è la sola città d'italia
che abbia veramente la stoffa della capitale.               [charles de brosses]

napoli

E’ una città incredibile. L’ultima volta che sono venuto è stato davvero molto bello girovagare per le sue strade. Dio, se è fantastica!
Andy Warhol - 1985

Mostra Andy Warhol a Napoli

ANDY WARHOL. VETRINE dal 18 aprile al 20 luglio 2014
Napoli, PAN - Palazzo delle Arti Napoli
Palazzo Roccella, via dei Mille, 60 - Napoli. (vai alla mappa)

Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 19.30; domenica dalle ore 9.30 alle 14.30. Il Martedì le sale espositive del primo e del secondo piano che ospitano la Mostra sono chiuse al pubblico.

Ingresso:  € 8,00 intero - € 4,00 ridotto (ragazzi dai 6 ai 17 anni) - € 5.00 studenti. Bambini fino a 5 anni, gratuito. Biglietto famiglia 4 ingressi: € 17,00.

La vendita dei biglietti termina 1 ora prima della chiusura.

Informazioni dettagliate e biglietteria on line  sul sito
www.mostrawarholnapoli.it

Napoli nella sua storia ha avuto una posizione di rilievo, da sempre è stata la più popolosa città italiana, la seconda in Europa, dopo Parigi, nel mondo invece era la quinta. Sotto i Borbone era meta di studiosi, viaggiatori del tempo, ma soprattutto era la capitale di un grande Regno, il più grande della penisola che si estendeva per circa metà dell'Italia attuale, il famoso Regno delle Due Sicilie, anche se allora ancora non si chiamava così.

Su questo regno si è detto molto, è opinione diffusa che fosse un mondo retrogrado, con una povertà diffusa e soprattutto una burocrazia lenta, farraginosa e corrotta e invece non è così. E invece non è così, anzi era persino all'avanguardia in Europa in molti settori della tecnologia, dell'industria, dell'economia e soprattutto era ricchissimo di cultura e di tesori dell'arte. Tra tutti i regni italiani quello delle due sicilie era di gran lunga il più esteso, il più ricco e il più popolato. Pensate che 1 abitante su 3 della nostra penisola, viveva sotto l'egida della casata dei Borbone e questo significa dieci milioni di persone, tantissimi, e Napoli era il cuore di questo Regno.

Napoli Capitale Barocca

Ma Napoli non era solo una metropoli brulicante di vita, era anche una splendida capitale Barocca ricca di piazze, palazzi e chiese, la città, inoltre, godeva di un buon sistema fognario e fu la prima al mondo a portare l'acqua corrente nelle case, a Napoli venne istituito il primo Orto Botanico d'Italia e il primo cimitero per i poveri detto "il cimitero delle 366 fosse". Con un sistema scientifico e sorprendentemente asettico per quei tempi, tutti i morti di ogni giorno dell'anno, compresi i bisestili, trovavano una fossa comune giornaliera. Il Regno possedeva la terza flotta mercantile del mondo e l'arsenale per la costruzione delle navi dava lavoro a decina di migliaia di persone.

Napoli diventò anche la prima città d'Italia per numero di tipografie

ben 113, per pubblicazioni di giornali e riviste oltre che prima per Conservatori Musicali e di Teatri, tra questi il celebre San Carlo, il più antico Teatro Lirico d'Europa tra quelli oggi esistenti, lo splendido teatro lirico voluto da Carlo e luogo preferito di incontro e di sfoggio dell'aristocrazia napoletana.

Napoli

era diventata una delle città più importanti d'Europa e del mondo e tutto questo fu possibile grazie all'opera di un grande Re, Carlo di Borbone (1734-1759). Il giovane Re, attua radicali riforme e avvia una grande opera di rinnovamento attraverso un riordino sia architettonico che amministrativo, si apre per il Regno di Napoli un periodo di crescita e di sviluppo che resterà memorabile nella storia del Sud Italia. I nuovi sudditi assistono increduli ai lavori di bonifica delle terre paludose, i territori liberati dalla piaga della malaria si ripopolano, si genera nuovo lavoro e benessere. Re Carlo cresciuto alle grandi corti europee, ha idee moderne, coraggio e spirito di iniziativa, è attento alle esigenze del suo popolo e ne subisce il fascino. Fece costruire un grande palazzo che ancora oggi domina Napoli dall'alto, è la Reggia di Capodimonte, è un palazzo che sorprende per le sue sale, i tesori unici che conserva, è uno dei Palazzi Reali più bei del Pianeta, un palazzo che sorprende per le sue sale, i suoi arredi, ma soprattutto per tutti i tesori e i capolavori spesso unici che conserva. Nucleo fondamentale è la famosissima collezione Farnese, impossibile descrivere tutto, si va dai quadri, alle statue, a piccole opere d'arte di immenso valore. Questa Reggia ha anche un grande parco e qui il Re Borbone costruì qualcosa di sorprendente, una fabbrica di porcellane, le famosissime Porcellane di Capodimonte. Carlo di Borbone non s'innamorò solamente delle bellissime opere, di queste porcellane di Sassonia, s'innamorò anche di altri capolavori, capolavori molto antichi, erano dei vasi che erano riemersi un po' casualmente in un paio di aree vicino al Vesuvio e assieme ad essi erano riemersi anche dei monili, delle statue, degli scheletri, delle ville, anzi due città dell'antichità, Pompei ed Ercolano. Carlo di Borbone, assieme ai suoi studiosi fu il primo ad avviare degli scavi sistematici di questi due famosissimi siti. La loro corte offriva ospitalità agli intellettuali dell'epoca e le dottrine illuministiche cominciavano a circolare nella capitale del Sud che insieme a Milano, generò, e non assorbì semplicemente l'Illuminismo. Dare autonomia a questa piccola comunità costruì per loro una fabbrica di tessuti, quella famosa di San Leucio. Le strutture che erano messe in moto erano i cosiddetti torcitori, a guardarli sembrano quasi delle strane giostre di legno, tutto questo serviva a realizzare un filo di Seta abbastanza resistente per poi tessere, per poi realizzare dei tessuti. Un macchinario, una struttura che all'epoca dei Borboni era la più avanzata al Mondo, faceva il lavoro di una ventina di operai. La comunità di San Leucio è diventata famosa però anche per un altro incredibile motivo, in effetti, era un piccolo villaggio, ma era costituito da persone molto diverse, provenienti dalla Liguria, dal Piemonte, dalla Toscana, quindi, costituivano una comunità estremamente eterogenea, che però, aveva bisogno di una legge uguale per tutti, la legge collettiva, e così Ferdinando promosse delle leggi estremamente all'avanguardia per l'epoca, addirittura qualche mese prima della Rivoluzione Francese. I membri della comunità dovevano vestirsi tutti in modo omogeneo, diverso si ma comunque omogeneo, il lusso era vietato, istruzione obbligatoria, cosa straordinaria i giovani potevano sposarsi per AMORE senza chiedere il permesso ai genitori, le donne non erano costrette a portare la dote al matrimonio, anzi, il Re forniva case e arredi per gli Sposi, inoltre, i testamenti erano aboliti, i figli ereditavano dai genitori e le vedove godevano dell'usufrutto. In effetti la prima linea ferroviaria italiana è nata nel Regno dei Borbone, collegava Portici a Napoli. Colpisce pensare che la prima galleria ferroviaria del Mondo sia stata realizzata nel Regno delle Due Sicilie ma non deve stupire, in effetti sono tanti i primati tecnici raggiunti durante il Regno di Ferdinando secondo. A Napoli viene installato anche il primo telegrafo elettrico italiano, a Capodimonte nasce l'osservatorio astronomico italiano e sul vesuvioil primo osservatorio sismologico del Mondo (con annesso l'osservatorio metereologico). A Napoli viene installata la prima illuminazione a gas in Italia, era la terza in Europa dopo Londra e Parigi e contava 350 lampade. A distanza di qualche anno a Capodimonte venne realizzato il primo esperimento italiano di illuminazione elettrica delle strade. Un grande fiore all'occhiello del Regno dei Borbone era anche la sua flotta creata dai famosi cantieri reali, primi nel Mediterraneo e quarti nel mondo, nel 1818 la flotta borbonica si dotò della prima nave a vapore costruita in Italia, la Ferdinando Primo, legava Napoli a Palermo in appena 18 ore, pochissimo per l'epoca, poi arrivò anche il primo transatlantico che collegava Palermo a New York, si chiamava il Sicilia, era un moderno piroscafo ad elica con tre alberi.

Riti e misteri di Napoli

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